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Giornate FAI di Primavera a Milano: i luoghi aperti e gli eventi in programma

Redazione 1 settimana fa
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La primavera è dietro l’angolo: iniziano i primi caldi, le prime allergie e i fiori sbocciano in ogni dove per la gioia di tutti gli instagrammer compulsivi. Per godere appieno non solo delle meraviglie naturali, ma anche di quelle artistiche e architettoniche, tornano le Giornate FAI di Primavera, previste per sabato 22 e domenica 23 marzo 2025.

I posti aperti in tutta Italia sono oltre 700, grazie ai volontari del Fondo Ambiente Italiano, visitabili con un contributo libero, a sostegno dell’attività della Fondazione. I luoghi visitabili durante le giornate sono in parte inaccessibili al pubblico, mentre quelli normalmente aperti vengono mostrati dalle guide FAI attraverso visite tematiche.

In tutta Italia apriranno beni in 400 città. In Lombardia saranno 142 i beni che apriranno le loro porte in 59 comuni, tra cui Milano che insieme alla sua provincia aprirà al pubblico 16 beni.

Giornate FAI di Primavera: come partecipare

I posti per partecipare alle visite guidate sono a numero chiuso: al fine di garantire l’accesso è consigliata la prenotazione; alcune aperture richiedono la prenotazione obbligatoria. Sul sito ufficiale del FAI è possibile prenotare l’ingresso agli eventi su fascia oraria. In caso di chiusura delle prenotazioni online è possibile presentarsi sul posto e accedere fino alla chiusura per capienza massima.

Alcuni eventi sono riservati agli iscritti FAI. L’iscrizione si può effettuare dal sito web o direttamente sul luogo dell’evento prima dell’ingresso.

Giornate FAI di Primavera a Milano e dintorni: i luoghi

Palazzo Clerici

Via Clerici 5, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30

Cosa: Sede dell’ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale dal 1941, Palazzo Clerici sorge nel cuore della vecchia Milano, in quella che nel Seicento era detta “Contrada del prestino dei Bossi”. Residenza della ricca famiglia patrizia dei Clerici, nel Settecento divenne una delle dimore più lussuose e fastose della città; ne sono testimonianza la galleria affrescata nel 1741 da Giambattista Tiepolo, che conserva anche arazzi del fiammingo Jan Leyniers II, e la boiserie di Giuseppe Cavanna. Tuttavia nel 1768, alla morte del marchese, il patrimonio della famiglia risultava praticamente dissipato. Il Palazzo, con tutti i suoi arredi, passò quindi a Francesco Clerici, membro del ramo secondario della casata, che nel 1772 lo affittò all’arciduca Ferdinando d’Austria e alla moglie Beatrice d’Este, rappresentanti dell’imperatrice di Vienna nel ducato di Milano, che vi rimasero fino al trasferimento a Palazzo Reale nel 1778. Nel 1813 il Palazzo fu venduto al governo napoleonico del Regno d’Italia e divenne sede della Corte d’Appello nel 1862.

Torre Libeskind

Piazza Tre Torri 2, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 17. Ultimo ingresso alle 16.30. Ingresso riservato ai soci FAI

Cosa: La Torre Libeskind o Torre PwC, soprannominata il Curvo per la sua forma ispirata alla Pietà Rondanini di Michelangelo Buonarroti, venne costruita tra il 2015 e il 2020 nell’ambito del progetto CityLife, intervento di riqualificazione della storica Fiera Campionaria di Milano. Con le torri Isozaki e Hadid, completa il centro direzionale di CityLife e reca il nome del suo disegnatore, l’architetto statunitense Daniel Libeskind.

Caratterizzato dalla sua forma curva, con un nucleo di distribuzione verticale prismatico che in parte fuoriesce dalla sagoma, è un edificio concepito come sezione di una sfera ideale che avvolgerebbe la piazza delle Tre Torri, ed è stato studiato per ospitare uffici: alta 175 metri, può contenere fino a circa 3000 persone. È la sede degli uffici milanesi del network internazionale PricewaterhouseCoopers (PwC).

Palazzo Assolombarda

Via Pantano 9, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17.30. Turni di visita ogni 20 minuti

Cosa: Alla fine degli anni ‘50, in piena crescita economica del Paese, Gio Ponti vinse il concorso per la realizzazione della nuova sede di Assolombarda nel centro di Milano e ne fece “un piccolo gioiello di architettura e design”. La costruzione, terminata nel 1962, sorge a pochi metri da molti luoghi simbolo della città, come la Torre Velasca, la Galleria Vittorio Emanuele, Palazzo Reale, il Teatro alla Scala, l’Università Statale.

Nel tempo sono stati effettuati svariati interventi di restauro, che riguardano anche una parte degli arredi. Sviluppato su sette piani fuori terra e due interrati, uno dei quali ospitante un auditorium, la sua forma ricalca quella tradizionale delle corti dei palazzi milanesi, ma è assolutamente all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e funzionale.

In occasione delle Giornate FAI si visiteranno, oltre all’atrio in ingresso, la corte interna inaugurata nel 2024, la sala direzione e l’auditorium. Lungo il percorso saranno esposte foto storiche del progetto.

Scuola Militare Teuliè

Corso Italia 58, Milano

Visite: sabato dalle 14 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30. Domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Cosa: Edificato nel 1756 su progetto dell’architetto Questa secondo le fogge dello stile “barocchetto fiorito”, il complesso sorge sul sito dell’antico monastero di San Luca, per essere adibito a scuola militare nel 1802. Si tratta della più antica istituzione di epoca napoleonica ancora attiva e in occasione delle Giornate FAI si potranno scoprire il grande cortile d’onore, lo scalone monumentale – l’elemento più imponente e decorativo di tutto l’edificio, a doppia rampa, con granito rosa di Baveno e una balaustra in marmo rosa -, il Corridoio del Comando e alcuni saloni che offrono un’inedita e suggestiva vista sul limitrofo complesso di Santa Maria presso San Celso.

Dolce&Gabbana Casa

Via Broggi 23, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 17. Ingresso riservato agli iscritti FAI

Cosa: Sentirsi a casa: nata nel 2021, la Collezione Dolce&Gabbana Casa dedicata all’universo dell’arredo e del complemento è un tributo all’artigianato d’eccellenza, al design italiano e ai codici autentici del DNA del brand. Le fantasie dei temi della Collezione prendono vita su mobili, accessori per la mise en place, tessili e oggetti decorativi che evocano una storia che sa di amore e accoglienza, di passione per la bellezza e per l’arte di vivere la propria quotidianità.

L’headquarter di Dolce&Gabbana Casa, nel cuore di Milano, è ospitato in un edificio progettato dallo studio Piuarch, frutto dell’amalgama di due preesistenze di epoche diverse: un palazzo degli anni Venti, adibito a uffici e spazi di rappresentanza, recuperato per mantenerne lo stile classico ed elegante, e un volume edificato negli anni Sessanta, oggi adibito a showroom per le collezioni di arredamento, che è stato svuotato internamente per dare vita a tre piani open space coronati da piccole terrazze, con l’esterno completamente rivestito in vetro. Un accostamento tra classico e contemporaneo che si inserisce in un dialogo armonioso con il contesto urbano circostante.

Il Santuario di San Zaccaria (Padri Barnabiti)

Via della Commenda 3, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17.30

Cosa: L’Istituto del Padri Barnabiti sorge nel quadrilatero tra via della Commenda e le vie San Barnaba, Daverio e Fanti, anticamente Porta Tosa e oggi Porta Vittoria. In occasione delle Giornate FAI aprirà le sue porte per consentire la visita agli spazi principali del Santuario di S. Zaccaria, la sacrestia e la sua cripta. Saranno visitabili il patrimonio artistico che testimonia il modello di vita religiosa propria degli ordini di chierici regolari del ‘500. La chiesa,  edificata in epoca medievale e rimaneggiata nei secoli, presenta elementi gotici e rinascimentali.

La facciata sobria ed elegante introduce all’atmosfera di raccoglimento dell’interno, mentre la navata principale con l’alternanza di luce e ombra crea un effetto suggestivo che invita alla meditazione. Gli affreschi e le tele di scuola lombarda che adornano le pareti confermano la profonda tradizione artistica del santuario, con l’altare principale, centro della devozione, decorato con preziosi intarsi e sculture. La sagrestia, tradizionalmente usata per la preparazione liturgica e la custodia di oggetti sacri, conserva armadi intagliati, reliquiari e preziosi tessuti esposti con cura insieme a dipinti e affreschi che narrano episodi biblici e la storia del santuario.

La discesa nella cripta evoca un senso di mistero e contemplazione grazie alle volte in pietra sostenute da antiche colonne, tipiche delle cripte medievali. Attraverso la funzione originaria di luogo di sepoltura per religiosi e benefattori, racconta la continuità della fede capace di restituire un’atmosfera mistica.

Palazzo Edison           

Foro Bonaparte 31, Milano

Visite: sabato dalle 9 alle 13. Ultimo ingresso ore 12.30. Domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Cosa: La sede della società energetica Edison si trova in un imponente palazzo al numero 31 di Foro Buonaparte, all’incrocio con via Luigi Illica. Il tracciato semicircolare del Foro Buonaparte, che circonda la piazza del Castello Sforzesco sui lati est e sud, messo a punto dal Comune di Milano nel corso degli anni Ottanta dell’Ottocento, ha visto l’apertura di ampie arterie di collegamento e l’integrazione del Castello nel tessuto urbano. L’edificio è disposto su cinque piani, anche se risulta visivamente di quattro: il quinto piano è nascosto da una balaustra d’attico. Il bugnato della parte inferiore della facciata lascia spazio alle finestre decorate della parte superiore e a un largo utilizzo di cemento e di ferro battuto proprio del Liberty.

La visita mostrerà un edificio incastonato nel Foro Bonaparte, salotto buono, cardine ed elemento qualificante del primo Piano Regolatore della città di Milano, il Piano Beruto. La particolarità dell’edificio consiste nella sua duttilità e nella sua capacità di adeguarsi ai tempi lavorativi moderni senza cristallizzarsi nella sua funzione di edificio ad uso uffici di fine 800.

Società Umanitaria

Via Daverio 7, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17.30

Cosa: La Società Umanitaria rappresenta ancora oggi un’eccellenza milanese. Una fondazione veramente insolita, per la sua nascita avvenuta nel 1892 e per il finanziamento, progetto del commerciante ebreo Prospero Mosè Loria. Il pensiero alla base dello sviluppo della Società era quello di “mettere i diseredati, senza distinzione, in condizione da rilevarsi da sé medesimi, procurando loro appoggio, lavoro e istruzione”. Requisito e sconsacrato in età napoleonica, il complesso per un secolo fu adibito a vari usi: magazzino, scuderia, ospedale, riformatorio. Nel 1907 fu acquistato dall’Umanitaria che lo restaurò.

Il vero gioiello artistico del complesso è l’antico refettorio con la “Crocifissione”, immenso affresco datato 1520 e opera di Bernardino Ferrari, espressione della raffinata e brillante scuola di Leonardo. Durante le Giornate FAI si avrà modo di visitare gli spazi storici dell’ex convento di Santa Maria della Pace e ripercorrere allo stesso tempo la centenaria storia filantropica della Società Umanitaria.

Il percorso partirà dal Giardino dei Platani, con la statua dell’Emigrante di Domenico Ghidoni, una delle opere simbolo del verismo sociale di fine Ottocento. Si proseguirà con i quattro chiostri rinascimentali del complesso monastico, per concludere la visita nello splendido Salone degli Affreschi (l’ex refettorio), con le sue decorazioni cinquecentesche e lo spettacolare affresco della Crocifissione, opera già attribuita a Marco d’Oggiono, e oggi ritenuta di Bernardino Ferrari, un altro allievo della scuola leonardesca.

Villa Necchi Campiglio

Via Mozart 14, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30

Cosa: Appartata nel cuore di un tranquillo quartiere nel centro di Milano, Villa Necchi Campiglio venne progettata nei primi anni ’30 dall’architetto Piero Portaluppi su incarico delle sorelle Nedda e Gigina Necchi e di Angelo Campiglio, marito di Gigina, esponenti di una borghesia industriale lombarda colta e al passo coi tempi.

Oltre alla villa, il giardino ospitava la casa del custode con la portineria, la serra, il garage, il campo da tennis e la piscina (la prime di proprietà privata a Milano). Il piano rialzato fungeva da zona di rappresentanza, mentre il primo piano era riservato alle camere private della famiglia.

Conservatorio Giuseppe Verdi

Via Conservatorio 12, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 9 alle 18. Ultimo ingresso alle 17.30

Cosa: In pieno centro a Milano, a due passi dal Duomo, Piazza San Babila e il Tribunale, il Conservatorio ha mantenuto l’aspetto di un luogo al di fuori del tempo, grazie anche alla piazza con l’antica pavimentazione in sassi di fiume, su cui affaccia anche la bellissima chiesa della Passione. Inaugurato il 3 settembre 1808, il Conservatorio di Milano ha sede negli spazi dell’ex-convento della Chiesa sopra citata. Da allora, rappresenta una delle più prestigiose istituzioni per lo studio della musica, a livello nazionale e internazionale. Palcoscenico per studenti e docenti, il Conservatorio di Milano racchiude due sale da concerto: la più piccola dedicata a Puccini e la più grande, nonché una delle più importanti sale europee, dedicata a Verdi. Racchiude inoltre un’esposizione storica di strumenti anche di origine etnica, di straordinario valore organologico.

Nell’apertura di un luogo così importante non solo per Milano, il pubblico avrà modo di visitare il chiostro, le bellissime sale da concerto, il foyer Verdi in cui sono conservati oggetti appartenuti al grande compositore, una raccolta seppur ridotta rispetto all’originaria collezione di 278 di strumenti musicali antichi, meticolosamente raccolti a partire dal 1881. Tra gli strumenti musicali figurano esemplari unici, sopravvissuti sia alle spoliazioni della raccolta che agli eventi bellici.

Ippodromo SNAI San Siro

Piazzale dello Sport 6, Milano

Visite: domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Cosa: Inaugurato negli anni Venti del ‘900, costituisce, assieme allo Stadio Giuseppe Meazza, uno dei centri più importanti dello sport milanese. Il quartiere di San Siro, da cui l’Ippodromo prende il nome, era fino al momento dell’annessione al comune di Milano nel 1873 “un piccolo borgo rurale” nella periferia occidentale della città. Di questa vecchia urbanistica è rimasto ben poco, ma l’Ippodromo rappresenta ancora con i suoi ampi spazi verdi un’oasi di pace nel cuore della città.

Da oltre un secolo, l’Ippodromo di San Siro è uno dei più prestigiosi palcoscenici ippici a livello mondiale. Realizzato interamente in stile Liberty, il complesso è composto da piste di gara, di allenamento, tribune e scuderie, immersi in un giardino botanico di oltre 1.400.000 mq. Nel 1999 all’ingresso è stato collocato il “Cavallo di Leonardo”, realizzato dalla scultrice Nina Akamu a partire dai disegni di Leonardo da Vinci per il monumento equestre in memoria di Francesco Sforza.

L’Ippodromo di Milano, esempio di architettura Liberty milanese, è un esempio unico sia per la vastità degli spazi che per la coesistenza di valori ambientali, architettonici e culturali. Dichiarato monumento di interesse nazionale nel 2004, unico Ippodromo al mondo ad avere questo riconoscimento, rappresenta uno di più prestigiosi palcoscenici ippici a livello internazionale. Durante la visita sarà possibile visitare la Tribuna del Trotto, restaurata e riportata al suo antico splendore, il Tondino, insieme alla “Sala della Bilancia”, con gli spogliatoi dei fantini, la nuova GAMI – Galleria Archivio Multimediale Ippodromo e le scuderie dei cavalli da corsa.

Palazzo Arcivescovile

Piazza Fontana 2, Milano

Visite: sabato dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17.30

Cosa: Il Palazzo Arcivescovile è oggi sede degli uffici amministrativi della Arcidiocesi di Milano, l’unica al mondo a contare più di mille Parrocchie. È sede degli Arcivescovi di Milano dall’epoca di Giovanni I Visconti (1339-1354) e conserva al suo interno opere di Sassu, Parma, Messina, oltre a noti seicentisti, quali Morazzone e il Cerano. La Quadreria del Palazzo dell’Arcivescovado di Milano fu costituita a partire dal secolo XVII e poi arricchita da lasciti e donazioni. In queste sale, nella storia più recente, sono passati Mussolini – nel tentativo del Cardinale Schuster di convincerlo a una resa -, e un gruppo di anonimi brigatisti che consegnarono al Cardinale Martini le borse con le armi in segno di abbandono della lotta armata.

Sarà possibile accedere all’appartamento privato dell’Arcivescovo, in cui ammirare un’esposizione di paramenti sacri, al cortile della Curia con le grandi statue in pietra di Ambrogio e Carlo, allo scalone in pietra sopravvissuto ai bombardamenti del 1943, alla Sala del trono, antico luogo per le udienze pubbliche degli Arcivescovi, in cui oggi sono collocate quattro importanti statue in Candoglia raffiguranti santi. Dalle sale del primo piano si accederà alla cappella arcivescovile, interamente decorata all’inizio del ‘900; alla Galleria, ala del loggiato del cortile dei Canonici chiuso dal Cardinale Monti nel secolo XVII, per esporvi la propria raccolta di opere d’arte; infine alla grande cappella interna affrescata in stile rinascimentale nel primo Novecento.

Palazzo Beltrami, sede della Civica Ragioneria

Piazza della Scala 3, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso ore 17.30

Cosa: Palazzo Beltrami sorge in piazza della Scala, una delle piazze più significative per la città di Milano. Realizzato dall’architetto Luca Beltrami tra il 1918 e il 1927, ora sede della Ragioneria Comunale, sorge sull’area della Casa Brambilla, uno dei primi palazzi moderni milanesi. Un tempo era conosciuto anche come Palazzo Rosso, per via delle decorazioni in terracotta, prima della demolizione e dell’intervento del Beltrami. Il Palazzo rispecchia in pieno lo stile degli anni Venti, con utilizzo di materiali e stili che vanno a celebrare la vittoria della Grande Guerra.

Il palazzo è solitamente chiuso al pubblico, ospitando spazi istituzionali e uffici, tra cui quelli dell’assessorato. I visitatori avranno modo di compiere un viaggio nel tempo, scoprendo la storia della piazza e la nascita del suo aspetto attuale, a partire da Palazzo Marino, il Teatro alla Scala, la Galleria e i Palazzi di inizio Novecento. I visitatori potranno inoltre ammirare gli interni del monumentale Palazzo, il meraviglioso scalone d’onore, i vari elementi di modernità per l’avanguardia dell’epoca, il funzionamento di un palazzo pubblico, con i suoi ingressi, corridoi, uffici istituzionali, ricchi di storia e arredi di prestigio, come mobili ricercati, quadri di paesaggi, ritratti e soprammobili di epoche differenti.

Pio Albergo Trivulzio

Via Antonio Tolomeo Trivulzio 5, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso ore 17.30

Cosa: Il Pio Albergo Trivulzio rappresenta un punto di riferimento per la comunità locale. Il suo inserimento nel tessuto cittadino riflette la crescita e l’evoluzione di Milano, con edifici storici che si affiancano a costruzioni contemporanee, in un panorama architettonico unico. Nasce nel 1771, grazie al lascito testamentario del Principe Antonio Tolomeo Gallio Trivulzio, con lo scopo di progettare un “Albergo de’ Poveri” per accogliere “gli impotenti per età, per difetto corporale ed infermità”.

L’edificio del Pio Albergo Trivulzio si distingue per la sua imponenza e per l’eleganza delle linee architettoniche, e durante le Giornate FAI di Primavera si avrà la possibilità di attraversare l’imponente facciata d’ingresso per procedere attraverso il Cortile d’Onore, ammirando sia il ritratto sia il monumento funebre del Principe Antonio Tolomeo Trivulzio, fino a scoprire gli interni della sua chiesa. Un percorso esclusivo che permette di apprezzare non solo la bellezza architettonica del complesso, ma anche la sua importanza storica e sociale. Questa apertura rappresenta un’occasione unica per conoscere da vicino un pezzo di storia milanese.

Beni aperti in provincia di Milano

Le Ville storiche della Città Giardino del Milanino

Viale Luigi Buffoli (angolo con via Cooperazione), Cusano Milanino (MI)

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 17

Cosa: Milanino, la prima città giardino italiana, nacque sull’esempio delle Garden City inglesi di inizio ‘900, per opera dell’Unione Cooperativa e del suo presidente Luigi Buffoli. Rappresenta il progetto unitario di un quartiere dove si coniugavano i vantaggi della vicinanza alla città e quelli della campagna. Nonostante lo sviluppo edilizio sfrenato del secondo dopoguerra, dopo un secolo Milanino mantiene ancora oggi i suoi caratteri originari.

La Città Giardino di Cusano Milanino rappresenta un esempio unico nel suo genere in particolare per il contesto urbanistico di primo Novecento, con il progetto innovativo di farne una città ideale. I modelli architettonici che vi si riconoscono sono di tre tipologie: il tipico villino con torretta, il palazzetto, lo chalet. Gli stili con cui sono realizzati sono quelli tipici del periodo, ovvero eclettico, floreale, déco. Per l’occasione, sarà allestita all’interno del coevo Acquedotto una mostra sui particolari stilistici degli interni delle dimore. La visita comprende anche l’ingresso ai giardini di due Ville.

Alfa Blue Team

Via Fratelli Rosselli 7, Settala (MI)

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Ultima visita della mattina alle ore 12, al pomeriggio ore 17

Cosa: Fondato nel 1972 grazie alla passione di 5 amici innamorati dello storico marchio milanese di automobili, il club privato Alfa Blue Team raduna auto e veicoli dell’Alfa Romeo; dai primi anni Novanta ha trovato sede in una ex Fonderia a est di Milano. Si tratta di una collezione di centinaia di automobili, motori, parti meccaniche, memorabilia, tutti pezzi originali del famoso marchio del Biscione dal dopoguerra al 1986, quando l’Alfa Romeo venne ceduta alla FIAT. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, i proprietari apriranno per la prima volta le porte di questa imponente collezione privata normalmente chiusa al pubblico.

Tra le “chicche” di questa visita, si potranno ammirare la Giulia Sprint Speciale del 1967, prima auto della collezione, la Giulietta del 1955 1300 cc, con motore tutto in alluminio, e le Alfetta degli anni 70, fino a un rarissimo esemplare di cucina Alfa Romeo. La collezione comprende anche una biblioteca fornitissima, che conta quasi 9000 volumi motoristici.

Chiesa di Santa Barbara

Piazza Santa Barbara, San Donato Milanese (MI)

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 13.30 e dalle 14 alle 17. Ultimo ingresso ore 16. Ultima visita al mattino ore 12.30

Cosa: La chiesa è stata progettata dall’architetto Mario Bacciocchi e venne consacrata dall’Arcivescovo di Milano GB. Montini il 3 dicembre 1955. Le pareti all’interno ospitano lapidi marmoree che riportano episodi di eventi tragici, trasformando quell’ambito religioso in un luogo della memoria di un popolo, con una storia da custodire e da proteggere. Affinché la chiesa diventasse “la dimora di tutti” occorreva riempirla di “bellezza”. Furono coinvolti artisti già affermati nel campo internazionale, come Cassinari, Gentilini, Fazzini, Tomea, Arnaldo e Giò Pomodoro e Pietro e Andrea Cascella, che in quel periodo iniziavano il loro percorso artistico. Una contemporaneità di opere d’arte di qualità che ha reso questo edificio sacro un’occasione unica nel panorama nazionale.

Il percorso durante le Giornate FAI sarà condotto dagli Apprendisti Ciceroni che porteranno i visitatori lungo un percorso che inizierà all’esterno della Chiesa di Santa Barbara, raccontando la storia e l’infrastruttura urbanistica di Metanopoli e le scelte architetturali della chiesa, la cui costruzione fu completata nel 1954.

Si raggiungerà il Centro Sportivo “E. Mattei”, passando all’esterno di Cascina Moro, uno dei luoghi storici di San Donato Milanese, osservando anche i vari Palazzi Uffici visibili dall’esterno, compreso il VI Palazzo Uffici in costruzione. La seconda parte si svolgerà all’interno della chiesa, recentemente restaurata, con l’illustrazione delle opere d’arte che la arredano: un vero e proprio catalogo degli artisti che hanno fatto la storia dell’arte italiana nel ‘900.

Parrocchia di Nostra Signora della Misericordia

Via Conciliazione 22, Baranzate (MI)

Visite: sabato dalle 10 alle 17. Domenica dalle 13 alle 18.

Cosa: In occasione della Giornate FAI di Primavera, si avrà modo di visitare l’edificio ripercorrendone la travagliata storia e gli interventi di restauro e adeguamento tecnici più recenti. I visitatori potranno apprezzare la singolarità di questa architettura unica nel suo genere che, seguendo una struttura modulare, utilizza materiali e tecniche costruttive all’avanguardia per il periodo. Gli architetti Mangiarotti e Morassutti hanno disegnato l’edificio fin nei dettagli creando una scatola di luce che accolga i fedeli. Si potrà ammirare il sapiente uso di materiali in contrasto tra loro per enfatizzare le parti che compongono l’edificio. La leggerezza dell’aula liturgica si contrappone alla solidità del basamento al cui interno trova posto il fonte battesimale. All’esterno della chiesa, lungo il muro di cinta, sarà possibile ammirare le stazioni della Via Crucis realizzate dall’artista Gino Cosentino e, nell’area cortilizia, il campanile progettato nel 1980 dal Morassutti.

Certosa di Vigano

Piazza San Brunone, Gaggiano (MI)

Visite: sabato dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17.30

Cosa: I visitatori ammireranno i segni della presenza dei certosini a Vigano ancora visibili oggi grazie ad un attento restauro: un bel locale con due colonne in granito e volte a crociera destinato un tempo a sala capitolare e l’Oratorio di Sant’Ippolito affrescato nel 1578, ad opera dei figli di Bernardino Luini, Aurelio e Giovan Pietro, restaurato nel 2008. Le scritte Gra Car testimoniano la committenza dei Certosini.

Si passeggerà all’interno dell’ hortus conclusus, un orto-giardino segreto, chiuso tra muri vegetali, protetto dai pericoli esterni. Quattro giardini con quattro fioriere recintate da rami di nocciolo intrecciato: Herbolarius o GIARDINO DELLE ERBE AROMATICHE; Hortus simplicium o GIARDINO DEI SEMPLICI; Hortus o ORTO ESSENZIALE; Hortus deliciarium o GIARDINO ORNAMENTALE. Infine si potrà procedere nel giardino dell’acqua con un percorso d’acqua modellato in modo da restituire le forme che si trovano in natura, nel giardino dei colori, nel giardino segreto e si chiuderà la passeggiata delle rose rampicanti.

Istituto Buddista italiano Soka Gakkai – Centro Culturale Ikeda

Via Marchesi 9, Corsico (MI)

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso ore 17.30.

Cosa: La visita al più grande centro buddista d’Europa inizia con un percorso che illustra le fasi di progettazione dei nuovi edifici e di restauro del complesso monumentale vincolato durato 4 anni fino a raggiungere la loro perfetta integrazione. Resteremo a bocca aperta entrando nel cuore del Centro: lo straordinario tempio/sala civica dove membri della comunità Soka Gakkai ci illustreranno brevemente la storia ed i principi del buddismo.

Attraverso il portico/stoà lungo 120 metri che ricuce e riallinea il sistema delle corti storiche in una sequenza analoga al modello del foro romano o dell’agorà greco, proseguiremo verso la porzione storica del complesso con le antiche stalle e scuderie, i portici e le sale destinate alla rappresentanza e all’ospitalità, che ne valorizzano il carattere aulico. Le ali del complesso accolgono ulteriori sale pubbliche, luoghi d’incontro, confronto, studio e preghiera, da dove si avrà una vista prospettica sul Kaikan di particolare intensità.

Sottostazione e area treni storici

Via Spadolini 12, Novate Milanese (MI)

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso ore 17.30.

Cosa: La visita inizierà dalla sottostazione che, col suo stile liberty, farà tornare i visitatori indietro di un secolo. Al suo interno i primi impianti di trasformazione progettati e realizzati dalla Tecnomasio Italiano Brown Boveri (TIBB). Il viaggio nella storia dei treni continuerà nell’area che ospita i treni storici: il convoglio a vapore più antico d’Europa, composto da 3 carrozze a due assi e da una locomotiva a vapore del 1883.

Tra i treni storici esposti, il fiore all’occhiello sono 3 carrozze AZ di prima classe, servizio all’epoca molto richiesto, costruite nel 1924-1925 e recentemente restaurate. La composizione del treno è completata da due locomotori, uno dei quali è il più antico di quella serie ancora in uso in Italia. Il pubblico avrà l’occasione speciale di salire su una di queste carrozze: i sedili di velluto rosso cardinale, l’orditura in corda delle bagagliere e tanti altri minuziosi dettagli faranno rivivere l’atmosfera di un viaggio dell’epoca.

San Colombano Abate

Via Monti 47, San Colombano al Lambro (MI)

Visite: sabato e domenica dalle 14 alle 17, ultimo ingresso ore 16.30

Cosa: La visita di questa chiesa porterà i visitatori a vedere la trasformazione subita nel corso dei secoli, con opere di diverso interesse; iniziando dal modus operandi di artisti di fine Quattrocento e giungendo al linguaggio che si diversifica negli artisti del XX secolo. L’uso della simbologia fa si che sia possibile individuare un filo conduttore che collega la storia di questo edificio con la storia del borgo.

Ca’ Grande-Zipo

Via San Giacomo 15, Zibido San Giacomo (MI)

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 16. Dalle 17:15 ci sarà un evento dedicato esclusivamente agli iscritti FAI, con prenotazione obbligatoria.

Cosa: Immersi nella campagna lombarda i visitatori scopriranno un’antica cascina sforzesca, sapientemente restaurata dai coniugi Pozzi, di rilevanza storico-culturale unica nel Territorio. Una sorta di dimora agreste appartenente in origine ad un nobile militare, ad un prelato di alto rango o ad un uomo politico che ha come punta di diamante il Casino di caccia Pusterla costruito ai tempi d’oro degli Sforza.

La visita offrirà innumerevoli spunti per approfondimenti artistici, storici e sociali riferiti all’ambiente lombardo ed illustrerà i vari passaggi che hanno portato l’originale Ca’ Grande, un affascinante gioiello in stile tardo gotico lombardo, costruita tra il 1450 e 1480, ad essere fra il XV e il XVII secolo il fulcro di un vasto possedimento agricolo, “villa” già dal 1573, fino a diventare l’attuale Zipo, acronimo di Zibido/Pozzi.

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